Lidio

Salve a tutti, sono Lidio Vezzali, Sono nato nel Comune di Copparo Fraz. di Ambrogio (FE), nel 01/09/1938,devo essere il più anziano ancora in vita
dei
ricoverati che scrive, sono talmente anziano che non trovano più la mia cartella clinica. Sino a 2 anni, avevo una buona salute, poi il microbo della T.B.C. si insidiava nel polmone sx e scavava la sua galleria, il medico condotto del paese mi curava per altri malanni, così mio Nonno Materno, preoccupato che il suo primo nipote che non stava mai bene, con il suo calesse mi portava al dispensario di Copparo, ricordo le scale di fianco al portone di ingresso con un grande salone con dei box in vetro, poi sempre nei racconti dei mie genitori, fatte le lastre e le visite, consigliavano a mio Nonno di inviarmi immediatamente, nei sanatori in provincia di Sondrio, facendo capire che la malattia era già molto avanzata e davano poche speranze. Consegnato il foglio di via e medicine da prendere subito, e durante il viaggio, che ricordo del treno passavo il lago di Como, poi fuori da una stazione ferroviaria credo Sondrio, mi caricava su un autocarro telonato con panchine di legno, pensando che mio Papa rimaneva a terra invece con due salti saltava sul camion.Praticamente era il 1941 avevo 3 anni e vi sono rimasto sino al 1945, praticamente tutta la 2° guerra mondiale, ho visto e ricordato tutti i passaggi di allora, la visita di Mussolini, veloce, con il suo codazzo di gerarchi al seguito, portava il braccio sx un tutore al collo. Poi le sirene le corse nei rifugi, i tedeschi passavano dei plotoni in
armi davanti ai cancelli con le loro tonanti marce, poi i partigiani seduti nelle panchine dei giardini, le camerate con i letti le minzioni nel letto, le sgridate delle inservienti. le sale per le radiografie. la mensa spesso si mangiava minestre con pezzi grossolani di cavolo, i saloni con gli sdrai una locomotiva passava tutte le sere non ricordo bene se fosse tra le montagne oppure a valle, un ragazzo molto alto spesso mi portava alla mensa in groppa per fare le scale in fretta. Il ritorno a casa non lo ricordo, mio Nonno saputo del mio ritorno, nel frattempo era stato trasferito nella riforma fondiaria maremmana nei pressi di marina di Grosseto, vedendomi cosi magro e bianco, mi portava a casa sua , avevo 4 Zie e una Nonna cuoca bravissima la ricordo sempre attaccata ai fornelli della grande cucina, cosi ho fatto la 1° la 2° e la 3° elementare a marina di Grosseto, ricordo la data del dettato a scuola, le mine vaganti che facevano brillare lontano dalla costa gli artificieri facendo tremare i vetri della scuola, era  Maggio 1946. Poi, a 9 anni il ritorno ad Ambrogio, la miseria era dappertutto, a 14 anni tra il manovale, e la compagna e a tempo perso andavo nel salone del paese per imparare il mestiere di parrucchiere, a 18 anni sapevo già il mestiere, mio Nonno mi scrive che andando in pensione si trasferiva a Pontedera se volevo trasferirmi da lui, essendo anche la possibilità di lavoro, partivo alla volta della Toscana. Poi a 21 anni la cartolina di precetto partivo per il servizio militare, A Palermo il C.A.R. ( centro addestramento reclute ) per 97gg. poi venivo trasferito a Mestre (VE) nel raggruppamento Lagunari, il viaggio su una tradotta e durato dal Lunedì mattino alle ore 05,00 sino al Martedì sera all ore 18. Alla caserma Piave di Mestre impartivano  le destinazioni, tra gli sfotto e scherzi degli a
nziani, venivo inviato alla caserma Bafile di Malcontenta (VE). Dopo 3 mesi di addestramento, venivo trasferito alla caserma Guglielmo Pepe al Lido (VE), per il corso di allievi graduati, dopo un mese circa durante uno sbarco nel litorale di Grado, venivo colto un dolore addominale dx, soccorso dal Tenente medico, diagnosticava appendicite con sospetta peritonite, dopo 2 ore circa, all'Ospedale militare di Padova venivo operato senza anestesia, solo locale non vi era il tempo per la totale, richiedeva più tempo e non era il caso.Dopo 10gg di ricovero venivo dimesso, con 1 mese di convalescenza, al rientro al corpo, avendo perso il corso venivo assegnato alla compagnia comando, a disposizione per presenziare picchetti di guardia ricevere personalità, militari, civili e religiose, e
cerimonie funebri, sino al congedo, il tutto per 18 mesi e 20gg.  Nel 1962, sono emigrato da solo a Torino, il mestiere del parrucchiere mi stava sempre più stretto, incominciavo a non sopportarlo più, si guadagnava poco, la Domenica si lavorava 1/2 gionata, come pure il Sabato sino a sera tardi, entrando al mattino al salone e pensando di stare tutto il giorno lì mi sentivo soffocare. Un Lunedì accompagno un mio amico all'Ufficio di collocamento, vedevo in bacheca una richiesta di operai per la Germania mi informavo e facevo la domanda, in men che non si dica, mi trovo con il passaporto e il biglietto del treno per Verona dove vi era un centro per le visite di emigranti diretti in Germania. Dopo 3gg per le visite, essendo abile mi sottoponevano dei contatti di lavoro in bi lingue, scelgo un Zuccherificio, vicino a Kalsherue ai confini con la Francia a ovest della Germania, il contratto era per 1 anno, dove oltre alla campagna saccarifera delle loro barbabietole, raffinavano tuto l'Anno, lo zucchero grezzo di canna  da Cuba. Stavo bene, spese non ne avevo tante, si dormiva in una stanza da una famiglia Tedesca, per il mangiare c'era la mensa, il lavoro era continuo 12 ore per turno, tutto l'Anno in quanto vi erano accesi i forni e non potevano essere spenti. Finito il contratto, rientravo in Italia al paese, e dopo 15gg partivo alla volta di Verona, questa volta firmavo un contratto per la Wolkwaghen, a Wolfsburg, Arrivato a destinazione, sarei ritornato indietro, erano alloggiati in baracche di legno 2 piani con circa 60  persone per piano per una ventina di baracche, con stanze per 3 persone, al fondo vi erano i wc, e le cucine per prepararti i pasti eventuali, tutti Italiani, il lavoro era buono finito i turni non sapevi cosa fare, era una piccola Italia, lunico svago era di andare con il treno a Manneim per trovare giornali Italiani, oramai avevo firmato per 6 mesi e restavo, su qualche locale vi erano le scritte vietato ingresso agli Italiani.Finito il contratto rientravo in Italia, a Torino, e continuando a fare il parrucchiere, iniziavo la vita come prima di
lasciare l'Italia.Nel mentre conoscevo mia moglie nel 1968, e nel 1969 ci siamo sposati, abbiamo un figlio di 39 anni e un nipote di 8. Sul giornale, la Stampa leggo che cercavano personale per la distribuzione delle ( caramelle Charms Alemagna ) mi presentavo, chiedevano se avevo disponibilità di denaro, in quanto bisogna acquistare il furgone dando un anticipo e il resto in cambiali per la tentata vendita, mi assegnavano una zona ed iniziavo il lavoro che finalmente avevo sempre sognato, viaggiare continuamente.  Restavo per circa 2 anni, poi passavo ai prodotti, Panettoni confezioni e varie, con la copia commissioni, viaggiando per tutto il Piemonte, fra grossisti e supermercati, poi la crisi dell'Azienda i licenziamenti e mi trovavo a spasso, ma avendo referenze per questo lavoro, venivo assunto alla LOCATELLI FORMAGGI. Avevo una zona di Torino per la tentata vendita, dopo 3 anni la crisi i licenziamenti come dipendenti diretti,consigliavano di iscriversi all'Albo Agenti e rappresentanti, con la relativa partita iva, e le Aziende rilascia vano mandati nominativi con solo le provvigioni, come compenso, in base alle vendite andate a buon fine. Pertanto un'Azienda non bastava le spese erano tante, tutte a nostro carico, mi sono dedicato pricipalmente alle vendita di Salumi e Formaggi, naturalmente non doveva mancare un mandato di Bresaole della Valtellina, nel mix di mandati, così nel 1987, assumevo incarico da un Salumificio di Chiuro, (SO)  durante la visita del Salumificio, chiedevo alla Signora del titolare,
se sapeva dove fossero i Sanatori, mi riferiva che erano sopra Sondrio precisamente sopra Sondalo, in un giorno certo non potevo andare a fare una visita, inoltre ero con altri colleghi per risparmiare sul viaggio. Il Salumificio andava in crisi, nel 1996 assumevo incarico di altro Salumificio si trovava in Valdidentro vicino a Tirano, anche questa volta tutto il viaggio in giornata scambiando la guida con mio figlio, così ho potuto vedere in alto passando sotto dal complesso ospedaliero Morelli, pensando fosse il luogo del mio ricovero, ultimamente venivo a sapere che era più in su a Prasomaso, il luogo del mio ricovero. Ora sono in pensione dal 2000, ma definitivamente dal 2003, e stata dura a staccare la spina, abituato a viaggiare a contatto con clienti compratori vari, anche se era diventato sempre più difficile ottenere i pagamenti, naturalmente eravamo anche esattori per le Aziende che si rappresentava.Vivo in un quartiere 2° multietnico di Torino. Il sogno nel cassetto cassetto?  Vivere in riva al mare possibilmente su un'isola   navigare sotto costa e pescando per il pranzo. Ringrazio a tutti chi ha la pazienza di leggere

Torino. 05/04/2009. ore 13,33

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